Train Hopper
Per la capacità di mettere in scena, con una bella fotografia e un interessante lavoro sul sonoro, l'irrisolutezza del suo giovane protagonista, costretto a scegliere se adattarsi alla società o venirne emarginato. Innocente e naif.
Un ragazzo viaggia attraverso l’America saltando da un treno merci all’altro alla ricerca di libertà. Come un beatnik contemporaneo, questo passeggero clandestino ci porta con sé nel suo vagabondaggio, in cerca di spazi di libertà.
Amélie Hardy, a conclusione dei suoi studi presso l’Università del Quebec a Montreal, ha curato il montaggio del documentario Elle pis son char che ha partecipato a molti festival, tra cui anche il Sundance. Train Hopper è il suo primo lavoro da regista.